29 gennaio, 2008

 

UN POZZO IN ERITREA

Quello che troverete di seguito è il racconto dell'esperienza fatta in Eritrea da un amico di Porchetta e Dintorni, un amico che ben conoscete, ideatore e sempre all'opera sia nella realizzazione della festa, sia negli appuntamenti, viaggi e organizzazione di ciò che Porchetta e Dintorni compie ,con e non solo, i proventi delle serate della manifestazione. Il suo nome è Mauro (più comunemente chiamato Lorenz) che oltre a essere il porchettaro della festa, insieme a altri valorosi accompagnatori (Paolo Fara, Paolo Daru, rispettivamente delle associazioni di Bashù e Ingegneri senza frontiere, senza dimenticare l’intramontabile Ercole) hanno portato a termine un ambizioso progetto.

_Il 2007 ci ha salutato da poco e ormai siamo già immersi nel nuovo anno che avidamente ci chiede nuove idee, nuovi progetti, nuovi stimoli… ma è doveroso fare una pausa e riflettere; il cammino percorso, l’ anno che è appena passato è stato denso di vita, di conferme, di emozioni che fanno sbattere il cuore come un motore che singhiozza sulle salite ma che intravedendo il valico comincia a mordere la strada avido di nuove frontiere……Ho avuto il piacere di partecipare alla realizzazione di un progetto sostenibile ideato da Bashu’ in Eritrea, a Medrizien un villaggio a poche decine di chilometri da Asmara, dove abbiamo portato l’ acqua potabile a ridosso delle case, dove prima donne e bambini con asini andavano ad attingere acqua “poco potabile” da pozze superficiali.Abbiamo individuato un punto idoneo per estrarre un elemento scontato nella nostra quotidianità : acqua, acqua potabile, acqua chiara, acqua fresca, banalità!?No! Avete presente vecchie foto che ritraggono la gioia di trivellatori che trovando l’oro nero e che restando sotto questo fiotto si sentono ripagati di tanta fatica per averlo fatto sgorgare dalle viscere della terra?Quando gli amici dei “Nomadi Euganei e Vai”.. mi hanno spedito le cartolina che ritraeva questa scena mi sono emozionato perché non era petrolio, era acqua, elemento fondamentale per la vita di ogni essere vivente. Non è stato facile portare a termine questo progetto, non tanto per le difficoltà tecniche o per i problemi di reperimento dei materiali. Abbiamo trovato nel nostro cammino persone generose che hanno capito l’importanza del progetto ma anche prodighe di consigli che hanno reso meno impervio un cammino pieno di asperità: _Già!!!!!!! Un container ricolmo di materiali e speranze giaceva inerme nel porto di Massawa a un centinaio di chilometri da Medrizien e non c’era modo di schiodarlo , il tempo a mia disposizione passava inesorabilmente tra i tavolini di un bar senza niente da bere che non fosse the ma che mi ha dato anche la possibilità di venire a contatto con posti che nel mio precedente soggiorno in Eritrea non avevo avuto il modo di visitare, non tutti i mali vengono per nuocere…. ma il tempo passava .A tre giorni dal mio ritorno in Italia dopo una pesante guerra con la burocrazia africana (credetemi, se la nostra vi sembra sproporzionata…) dei camion d’altri tempi, carichi all’inverosimile, percorrendo delle strade assurde hanno recapitato le nostre speranza e i sogni di un villaggio intero su una verde radura festante di donne, bambini e uomini ebbri di gioia. Appena il tempo di scaricare tutto, catalogato minuziosamente dal buon Paolo ed eccoci alle prese con tubi, pozzetti, raccordi, pompe e chi più ce ne ha ce ne metta.Abbiamo preso anche la grandine, mai visto! Ercole e io siamo tornati con le pive nel sacco lasciando i “Paolo” a finire l’opera,(Paolo Fara di Bashu’ l’art director del progetto e Paolo Daru l’ ingegnere senza frontiere).
Il viaggio di ritorno è stato un misto di rammarico per non aver portato a termine il lavoro e per aver lasciato una terra di genti fantastiche, misto a quella sensazione di sollievo perché ero sicuro che i nostri eroi con l’aiuto degli abitanti del villaggio avrebbero portato a termine la missione. In Italia ripreso il lavoro, solo fisicamente, giù a cercare notizie provando a mettermi in contatto con quella realtà così lontana ma sicuramente vicina dentro di me. I “Paolo” tornarono dopo una decina di giorni dal mio rientro e….. ovviamente avevano portato a termine i lavori. Le foto che ritraggono l’ acqua scaturire dalle fontane e scendere sui recipienti sotto lo sguardo compiaciuto degli amici di Medrizien hanno mitigato il mio malessere per non aver goduto della festa incredibile, tipo “vansega”, che il villaggio a messo su.
Dire che è stata un’esperienza fantastica è poco più di un eufemismo, è stata una lezione di vita.Lavorare con persone diverse, scontrarsi con problemi irrisolvibili se non con molta dose di pazienza, sorprendersi sempre perché tu non insegni niente a quella gente, loro ti daranno molto più di quello che pensi di portare.
Mi sembrava obbligatorio scrivere queste righe non solo per Lucio che aspettandole da cinque mesi continua nella sua grandiosa gestione del sito migliorandolo continuamente, ma per tornare ai Dintorni di Porchetta & Dintorni: quel mondo di colori e suoni lontani, di sapori e odori che inebriano ancora di realtà più vicine, che si sbattono per alleviare un po’ di sofferenza a chi ne ha bisogno: insomma di tutte quelle realtà presenti ogni anno che aggiungono ai concerti e alla festa quel valore aggiunto rendendoci fieri di organizzare Porchetta & dintorni.
A presto, ciao a tutti.

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23 dicembre, 2007

 

TANTI AUGURI (DA PAOLA)

Ciao amici tutti!!!

Pronti per le grandi maledette abbuffate natalizie, che per molti cominceranno oggi?? Pronti per riversarvi nei luminosi centri commerciali insieme a altre migliaia di ritardatari per i regali dell’ultimo momento?? Pronti ad uscire di casa e vedere in ogni terrazza un odioso babbo natale che si arrampica (non so da voi, qua ce ne sono a bizzeffe … ormai hanno rotto le palle!!)?? Lucine, Lucette, Stelline, servizi natalizi ai telegiornali, Bambini della Bauli in ogni rete televisiva (“a natale puoooooiiii, fare quello che non puoi fare maaaaaaiiiiiii…” BASTA!!! Preferivo la cara vecchia “soffice la sfoglia, soffice la vita….”), abeti sradicati come vittime sacrificali del santo natale, gli alberi di Natale dei fratelli Callegaro (e chi non è di Teolo non può capire)… e poi consumo consumo consumo…

Non siete ancora pronti per tutto questo?? Mah… nemmeno io!! Ma tanto lo so: domani mi abbufferò come un maiale; oggi pomeriggio mi troverò a fare gli ultimi regali; poi attaccherò alla terrazza… no, aspetta, quello mai, babbo natale alla terrazza, NO!!

Ma si… sarà un bel Natale, si rivedranno i parenti quelli che si vedono una volta all’anno, e per i quali sembri sempre più alta, poi si passerà la serata a cercare di “parar xo” con mille digestivi in compagnia dei vecchi amici, poi magari si riceve anche qualche bel dono (io il primo l’ho già scartato… grazie!!), magari qualcuno riceverà anche qualche bella parola da qualcuno che si sente più buono (e lo auguro a chi sta aspettando che finalmente arrivino un po’ di buone notizie)… alla fine, che sia sempre la solita solfa ogni anno, a Natale succede sempre qualcosa di carino… Ve lo auguro a tutti!!! Siete tutti fantastici e ve le meritate le vostre piccole o grandi sorprese!!

Nonostante l’inizio di questa mail sembrava fosse scritta dal Grinch, alla fine mi converto sempre, e all’ultimo momento divento pro-natalizia pure io… E a parte i babbi natali sulle terrazze e gli alberi di Callegaro, va tutto benone, e sono anche mediamente felice!!

Ah… tra l’altro questo natale sarà ancora più carino, in quanto non riceverò i soliti messaggi di auguri ad invio multiplo…. HO PERSO IL CELLULARE!
Quindi, se qualcuno volesse fare gli auguri, due ciaccole o che altro non potrà più affidarsi alla semplicità di un sms… potete contattarmi allo 049*********, a questo indirizzo mail, o, ancora meglio, suonando il campanello del numero * di via *** *******a Bresseo… o se no con segnali di fumo o piccioni viaggiatori, vedete un po’ voi!!! Credo che questa cura disintossicante al cellulare diventerà anche piacevole…

Bene, buone feste allora!!! Un bacio a tutti, fate i bravi!!!!

Paola

03 ottobre, 2007

 

Ciao Estate ….. ti aspetto Inverno.

Da quanto tempo non scrivo nel nostro blog; un’ora, un giorno, un mese; no! è passato molto più tempo.

Sono passate almeno 10 promesse a Lucio di scrivere qualcosa su i più svariati argomenti, è passata un’estate, sono passate le ferie, un sacco di feste e concerti, è finita la vendemmia. E’ ripartito il campionato di calcio e adesso la terza categoria ha l’onore di avere una nuova compagine che per il primo anno calpesta il prato verde, l’Atletico Teolo.

Noi siamo qui, sentiamo l’umido dell’autunno nelle ossa e ci scaldiamo con le ultime giornate di sole, iniziamo ad accantonare le birre ghiacciate e riprendiamo con il vino (bevanda adeguata alle stagioni fresche); attendiamo la Fiera di Bresseo per mangiare i “folpi” e magari per chi può, la domenica dopo per mangiare i “maroni rosti” (vi aspetto).

Stasera però ci tenevo a ricordare alcuni importanti avvenimenti dell’estate passata.

La festa dei 10 anni di vita dei Biganal, troppo divertente ed in un bel contesto, birra a fiumi e buona musica e la presenza di uno strano inviato dell’agenzia Corona’s (ah! ah!) per carpire i segreti dei Vip presenti.

Il nuovo album dei Marmaja, Puntamaistra, scaricabile “a gratis” dal loro sito, www.marmaja.net, niente parole, andate ad ascoltarvelo.

Il concerto di Tolo Marton ad Arre che Lucio ha già egregiamente descritto nel blog precedente.

Ma soprattutto:

Mauro e Paolo sono tornati profumati di “Eritrea”, con nuovi amici (grande Ercole), nuovi progetti e la storia di un piccolo villaggio che ora ha un pozzo funzionante e fontane agevoli per chi, prima doveva percorrere chilometri a piedi o sul dorso del mulo, per l’acqua quotidiana.

Simone è tornato dall’India, con il sole negli occhi e la storia di 11 ragazzi, che non vivono più per strada, ma possono mangiare regolarmente, studiare e coltivare i propri interessi e chissà magari un giorno, uno di loro potrà diventare presidente dell’India.

Non sta a me raccontare queste storie, non le ho vissute in prima persona, aspetto sul nostro blog i diretti interessati.

Di una cosa sono però sicuro, la nostra festa non avrebbe futuro senza i “dintorni”.

Per finire:

Un saluto a Berto che adesso è in Cina per lavoro.

Un simbolico abbraccio al popolo Birmano e con loro a tutti i popoli che soffrono regimi dispotici, ma soprattutto, l’indifferenza degli altri.



14 luglio, 2007

 

UN CONCERTO DA "RIFARE....."

Ore 21.30 ritrovo al solito Bar.
I tre baldi giovani aspettavano con impazienza di partire destinazione Arre in provincia di Padova, nella Monselice mare tanto per capirci, se non fosse che dovevano aspettare Mister Lorenzetto e Capitan Dario.
Ore 21.50, la Ottavio mobile si accende e parte direzione Padova con annesso pit-stop cicche e piccola svista che causa un piccolo incidente con nessuna conseguenza ne a cose ne a persone........"che culo"......
Ore 22.15 arrivo ad Arre centro, dove dopo numerosi girati e rigirati alla ricerca del nostro scopo chiediamo finalmente informazioni:
"Scusa.........per "Carpe Diem"........si insomma la festa della Birra di Arre"!!!-Avete sbagliato, dovete andare in Zona industriale....-"Grazie!!!!!"
Ore 22.30 posteggiamo la macchina e finalmente ci dirigiamo verso l'entrata imperiosa del Carpe Diem Festival, oltrepassandola e puntando senza mezzi termini in direzione del gran palco, ben allestito e coreografato, affiancato da due schermi giganti che riprendevano l'evento che tanto avevamo aspettato!!!!
Una vecchia conoscenza ci accoglie con un semplice ma sempre inimitabile assolo:
Tolo Marton.
Impareggiabile come al solito, accompagnato da un gran basso e da una azzecatissima batteria.
Un po' nostalgici e un po' incantati restiamo li per più di un ora e mezza e ascoltiamo attentamente tutto il concerto che come al solito vale il biglietto (anche se qui non si pagava nulla.....), e ci beviamo su 2-3 birre che poi sono diventate 3 o 4, ma questo non centra.....
Ore 00.20, il concerto è finito, e come al solito ad ogni concerto il palco si anima di persone, intente quanto prima a smontare tutti gli impianti in preda a una frenesia indescrivibile.
Mister Lorenz prende e si dirige sotto dicendo: "Andiamo in Missione"........da dietro si presenta con il suo solito fare Tolo intento come tutti a sistemare chitarre, microfoni, cavetti e quant'altro gli serva a farlo suonare:
Con voce un po' incerta e dopo aver passato le sbarre di protezione Lorenz lo chiama......
_"Hei come va , ti ricordi .....siamo quelli della festa della Porchetta.....siamo venuti intanto a salutarti."
Il discorso prosegue con relativo scambio di doni e di contatti.............primo contatto per cose che ancora “non sa dà dì”……..

24 giugno, 2007

 

THE END

“Ecco, la musica è finita, gli amici se ne vanno …” è vero la musica è finita e con lei anche la festa (quasi, mancano ancora da smontare alcune strutture), ma gli amici rimangono e si moltiplicano, nuove persone si sono aggiunte a noi in questa avventura e le ringrazio di cuore.
Non abbiamo ancora il resoconto finale ma lasciamo stare i numeri, non c’è fretta, lo sappiamo che è andata bene, lo si è visto dalla partecipazione; ma io ho voglia di parlare di sensazioni, sentimenti, profumi, rabbia e dolore, no tranquilli, non c’è malinconia ne retorica, forse un velo di tristezza, domenica sera, guardando il campo vuoto dove prima c’era tanta gente che si divertiva; ma la tristezza ha lasciato spazio subito ad un sorriso.
Quante cose ho “visto” in questi giorni: tanta allegria, umanità, sincerità e passione, gente che si impegna senza chiedere nulla in cambio (un esempio per tutti, grazie Sergio e Maria), notizie brutte (un abbraccio a Marco) e belle (una bacio a Lorenzo, Silvia e Cristian e al futuro pargolo), momenti di tensione e incazzature tra di noi (ma passano “quasi” subito), momenti di sconforto risolti da una pacca sulla spalla o la battuta di un amico.
Ho “visto” anche tanti, tantissimi sorrisi, bellissime ragazze (quante? Tante!! Mi sono innamorato mille volte); ho ascoltato buona musica e conosciuto nuovi artisti, ho “visto” la tensione di un debutto (grazie alle danzatrici del ventre).
Ho “visto” la stanchezza negli occhi di tutti noi, le poche ore di sonno e la fatica di coniugare la vita di tutti giorni (casa, lavoro, studio) con l’impegno serale della festa.
Ho “visto” bambini giocare da “bambini” e adulti giocare come bambini.
Ho “visto” persone che purtroppo (per colpa mia) vedo una sola volta l’anno (ciao Carmen, con tutte le mie contraddizioni, ti voglio bene).
Ho “visto” vecchie amicizie che si rafforzano e nuove che crescono.
Ho “visto” ……….Per tutti questi “ho visto” e per tanti altri ancora ne è valsa la pena, quindi su le maniche della camicia, c’è da organizzare la festa dell’anno prossimo.

23 giugno, 2007

 

ANCHE E QUESTA E' ANDATA

Abbiamo appena finito di smontare un po' di cose, sono le 13.45 e la settimana scorsa avevamo già cominciato a lavorare per la serata.
E' finita, e oggi a vedere quel campo senza panchine, senza gente, senza palco, senza gazebi, c'è venuta un po' di malinconia.
Le cose però sono andate bene, peccato per le due serate incerte di Venerdì e Giovedì, ma non si può volere tutto dalla vita...come si dice "al tempo e ai matti non se comanda" !!!!!
E' stata dura, tanto dura, anche perchè (un grazie naturalmente) siete venuti in tanti, ma proprio tanti.
"Il Cubano" ha sfornato non so quanti cocktail e fortunatamente in cucina le cose sono state reperite velocemente......per chi non se ne fosse accorto alle 21.00 della Domenica sera era quasi tutto finito.
Un grazie è doveroso, ma quest'anno ancora di più, per tutti quelli, nuovi e vecchi, che hanno lavorato a più non posso alla manifestazione.
Un bel vedere non c'è dubbio...Le Band si sono rilevate all'altezza, a partire dagli Ska-J a Lubjan ai bravissimi Four Friend Fish, e quei matti degli Crazy Etilic Band che hanno sicuramente sfornato uno spettacolo indimenticabile, oltre che a una performance canora non indifferente, anche le Band di apertura non se la sono cavata male, e come dimenticare le performance delle ballerine di danza del ventre e la sfilata di sabato sera.
Per chi non fosse venuto gran bella partecipazione anche Sabato pomeriggio dove sicuramente i cavalli l’hanno fatta da padrona, ed i bambini se la sono veramente goduta.Eravamo proprio stanchi domenica, quando all'una e mezza, seduti intorno ad un tavolo a discutere di cosa è andato bene e di cosa e andato male, di cosa cambiare e di cosa tenere, l'enfasi e un po' di sonno , hanno spinto qualcuno, che delirando parlava di novità megagalattiche , di gruppi da sogno, di feste da 2 settimane.......ma è anche giusto ogni tanto sognare.
Eravamo stanchi si, ma l'ultimo fusto di birra dovevamo finirlo.....non si possono mica lasciare le cose a metà, come non si poteva mica lasciare a metà l'ultimo scatolone di Rum, ma queste sono cose che è meglio non raccontere.......
Un grazie a tutti comunque e ci si vede l'anno prossimo........
Ciao da tutto e a tutto lo Staff di Porchetta & Dintorni!!!!

12 maggio, 2007

 

Un incontro molto Crazy

Confermata la data alla Crazy Etilic Band, chiedo a Lorenzo il cantante
“ma secondo te, ci sarà la possibilità di incontrarci dal vivo prima della festa”
“no problem giovane porchettaro, ci vediamo venerdì 20 aprile, siamo stati invitati a partecipare ad una trasmissione di radio gamma 5, la conosci? Sai dov’è?”
e io astuto come una volpe:
“azzo, gamma 5, come no!! Poi io l’ascolto sempre, interessantissima, le scie chimiche ecc. ecc.” senza far capire a Lorenzo che: primo, a Gamma 5 non hanno, secondo me …. “le fascine al querto”, secondo, non avevo la benché minima idea di dove fosse la radio e conoscendomi, partendo da Teolo per andare a Cadoneghe, sarei passato tranquillamente da Masi.
Comunque sia, arrivato il venerdì sera, ricevo una telefonata verso le 8 di sera
“si, ciao sono Lorenzo”
“eilà, ciao, dove siete?”
“siamo a Cadoneghe!!”
“vi aspettavo verso le 10, avete il teletrasporto tra Pordenone e Udine” e dentro di me “dio …, scumisiemo ben”
“arrivo subito, però ci vediamo un attimo, poi devo andare a una cena”
“ok, abbiamo appena preso uno spritz nel bar di fronte alla chiesa e adesso stiamo pisciando nel portone della sagrestia”
“bene forse ce la faccio ad arrivare prima che vi arrestino”
“ non ti preoccupare abbiamo tutti il passaporto diplomatico”risposta, questa, seguita da una risata isterica.
In me cresceva il dubbio “non i xe mia apposto sti qua, i xe cata proprio con quei de gama 5!!”.
Naturalmente, alla comunità di Cadoneghe non bastavano una chiesa con bar di fronte, quindi ripetute chiamate,
“io sono alla chiesa di San Bartolomeo, bar fantasy, voi dove siete?”
“noi siamo alla chiesa di San Lorenzo, Bar Rally! Stiamo venendo verso di te! Ci troviamo a metà strada ”
“Sono alla chiesa di San Rocco, Bar da Antonio”
“ti sei fermato prima di metà strada, noi siamo alla chiesa di san Luca, Bar da Felice”
Ormai ero certo che questi ragazzi non erano in grado di intendere e volere ed io, mio malgrado, li stavo seguendo nella loro pazzia; in un barlume di lucidità, dopo essermi fermato di fronte a 20 chiese, 5 banche ed un farmacista per farmi dare un tranquillante, li chiamo:
“ok ragazzi, ci vediamo sotto a gamma 5”
“ma noi siamo già qua! C’è una pizzeria qua vicino “all’amicizia” si chiama”
“vi raggiungo” e con propositi non proprio amichevoli.
Parcheggio vicino alla pizzeria, scendo dall’auto e verso di me vengono 4 ragazzi; tutta la mia furia svanisce guardandoli negli occhi, occhi non da ubriachi ma da pazzi, pazzia dovuta all’alcool sicuramente, “come faccio a prendermela con questi qua?” penso, mi presento, si presentano, “beviamo uno spritz”
“ok”,
ci sediamo e Lorenzo chiede al cameriere di avvicinarsi, e quasi sussurrandoglielo in un orecchio, quasi fosse un segreto, ordina una semplice caraffa di spritz all’aperol; per 10 minuti circa siamo riusciti a fare due chiacchere “serie”, dopo di che, come fosse suonata una sveglia dentro di loro, hanno cominciato a fare discorsi in friulano, guardando fisso di fronte a loro.
“xe mejo che scampa, magari ea xe contaiosa sta maeatia”
“ragazzi io devo andare”
“ok, andiamo alla macchina, ho dei manifesti e dei cd” mi risponde Lorenzo; prendo gli ultimi accordi e gli chiedo
“in quanti suonate di solito?”
“bah! Sai com’è di solito siamo in 10, alle volte qualcuno si perde mentre andiamo al concerto, qualcuno tornado, l’ultimo concerto in provincia di Belluno, abbiamo perso il sassofonista, ci hanno detto che adesso fa il formaggio in una malga”, un voce sempre più forte mi risuonava in testa “SCAPPA!!”, ho ingranato la prima e sgommando me ne sono andato.


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